Ponte dell’Immacolata a Firenze
La mia dolce metà in questo periodo non fa che lavorare, si è tuffato nello studio matto e disperatissimo ma anche il lavoro non è da meno. Così, giusto per non farsi mancare nulla, ha chiesto alla ditta per cui lavora, l’approvazione per partecipare ad un corso di formazione a Firenze. Insieme, senza alcuna pressione da parte mia, abbiamo scelto di andare nell’artistica città. Mi credete una femmina sicula che deve verificare che al suo masculo NON si avvicini qualsiasi essere vivente che abbia sembianze, anche lontanamente, femminili? Naaaa!!!!!
Organizziamo tutto per tempo: voli, hotel, senza però programmare tabelle di marcia (come faccio di solito) perchè stavolta sarebbe stato tutto…inconsueto. E si, il mio uomo sarebbe rimasto ore ed ore ad ascoltare info di marketing e computer mentre io, sola soletta, come Heidi in mezzo ai monti, sarei andata spensieratamente qua e là.
Giorno 7 dicembre 2007 …alle ore 19:00 passa a prendermi con la sua macchinetta rombante, scendo, da galantuomo che si rispetti mi carica in macchina…la valigia (che avevate capito) e corriamo verso l’aeroporto Fontanarossa. Un’impresa titanica risulta trovare un parcheggio per l’auto, pare che tutti si fossero dati appuntamento proprio lì. Alla fine come dei segugi ben addestrati seguiamo una coppietta, attendiamo che ci lascino il loro posto e…lo occupiamo allegramente. Facciamo check-in gate 8, posti n° 8 B e 8 C. Mangiamo 2 panini e poi imbarco, il volo con Meridiana è alle 20:50 ma come al solito attendiamo i 10 minuti "accademici" prima di partire….. Quando mancavano quasi pochi minuti per atterrare a Firenze ecco il pilota che attiva l’altoparlante "Ci dispiace comunicare che a causa della nebbia non è possibile atterrare a Firenze, non è possibile atterrare neanche negli aeroporti vicini di Bologna e Pisa….". Potevano dirlo subito che avremmo dovuto fare il pellegrinaggio a piedi direttamente da Catania! Eppure il biglietto non era neanche low cost! Ma un viaggio normale no?!?! Beh…atterriamo a Forlì dove un pullman ci preleva e ci porta, sprezzante del pericolo, fra nebbia, pioggia, buio, auto sfreccianti come piccole Ferrari, all’aeroporto di Firenze. Sono solo le 2:00 di notte e siamo gli unici al mondo ad essere rimasti svegli in quella zona a morire di freddo nel cuore della notte. Ci mettiamo in fila indiana, come al tempo delle grandi guerre in fila in attesa di un po’ di brodo caldo, ma noi eravamo in attesa di un taxi. Io avevo lasciato ogni speranza…e ci stava tutta visto che eravamo pure in terra dantesca! Per fortuna che Salvo era più ottimista. I taxisti avevano sparso la voce e fortunatamente passavano con una certa frequenza, diciamo che nell’arco di mezz’ora siamo riusciti a saltare su uno che dire che correva era poco…volava come lo Sputnik quando era al massimo dell’accelerazione. Arriviamo quindi l’8 dicembre all’ hotel Palazzo Vecchio, ci consegnano la chiave della camera 308. Saliamo al 3° piano e quasi ci addormentiamo vestiti, stremati.
Alle 7:00 di giorno 8 suona la sveglia, non vogliamo affatto sollevare le pesantissime palpebre ma Salvo deve farsi bello (dico ancora di più di quanto non lo sia già) per attraversare la strada e recarsi al Palazzo dei Congressi di Firenze ove avrà inizio il corso. Si prepara, mi da un bacetto e scende a fare colazione. Lì socializza subito con un tizio che gli fa strada (tragitto lungo e contorto, meno male che faceva il Cicerone!) e come vuole Dio arrivano per tempo. Io mi preparo con calma, scendo a fare colazione e poi tutta pimpante, anche se sotto la pioggia, vado alla scoperta di questa famigerata città. Dalla stazione,camminando camminando col naso all’insù, attraverso il mercato di S. Lorenzo, ricco di pelletteria dai colori brillanti ma i cinesi hanno monopolizzato tutto. Fra tante case dai tetti rossi, ammassate le une alle altre si apre uno spazio ricco, come fosse un merletto, di una costruzione maestosa dal fondo bianco con intarsi verde scuro e pennellate ocra. Sono certamente arrivata davanti al Duomo S. Maria del Fiore! E’ una meraviglia, cerco di cogliere ogni dettaglio ma sono troppi non ce la faccio, tutti di impareggiabile bellezza. Mi perdo fra quei ricami di pietre colorate, ci giro intorno. Imbocco via del Proconsolo, ho difficoltà ad orientarmi, ogni angolo, ogni vicolo merita un’attenta osservazione da parte dei passanti. Mi faccio l’idea che ci voglia almeno un mese per poter godere di tutte le bellezze che la città può offrire. Mentre la mia mente tenta di organizzare questa folla di pensieri giungo a Piazza della Signoria. Nel contempo ha anche smesso di piovere. Mi assale la malinconia, è un vero peccato non poter condividere col mio Amore tutte queste emozioni. Mi conforta un unico pensiero quello che altrimenti sarei rimasta a casa a pensare a lui chiuso fra le mura del palazzo dei congressi a Firenze. Così faccio un patto con me stessa e mi dico che il mio dovere è quello di osservare, prendere appunti per ottimizzare il poco tempo che resterà a Salvo nelle ore serali, così da poter gustare insieme il meglio di Firenze. Questa "geniale trovata" mi rincuora un pochino ma non colma il vuoto che nel corso del viaggio cercherò di colmare acquistando regali per la mia dolce metà. Fotografo il David, il Palazzo della Signoria (che vedo solo dal di fuori - devo lasciare qualcosa da vedere con Salvo la prossima volta),vedo la statua di Hermes di Benvenuto Cellini e poi la Galleria degli Uffizi. La coda che si snoda sotto la Galleria per entrare alla pinacoteca è infinita, i miei occhi non ne vedevano la fine, così procedo nella passeggiata arrivando fino all’Arno.
Scorgo da lontano il Ponte Vecchio e lo attraverso, ovviamente al ritmo di donna-che-guarda-con-gli-occhi-incollati-alle-vetrine. Gioielli sfavillanti, luccichìo in ogni angolo, è tutto un continuo "bel vedere". Arrivo fino al Palazzo Pitti (anche qui visto solo dal di fuori) poi ritorno dall’altro versante del Ponte. Mi affretto per trovare la via del ritorno, ho il compito di perlustrare la zona nei pressi dell’hotel per trovare un posticino dove almeno poter pranzare un’oretta col mio Tesoro acculturato. Trovo quello che fa per noi, entro al Centro Congressi e attendo trepidante l’uscita di Salvo. Lo prelevo e lo porto a mangiare da Enzo E Piero in Via Faenza. Prendiamo degli ottimi primi e volendo provare altre pietanze valutiamo l’idea di tornare nel pomeriggio. Accompagno Salvo al Congresso, mi fermo ad ascoltare il primo intervento del pomeriggio, giacchè il relatore è proprio un nostro amico, nonchè compaesano, Luca Catania. Poi vado via, proseguo per Via Faenza e arrivo al centro, gironzolo per negozi, faccio qualche acquisto. La città è diversa, tutta vestita di natale, luci, fiocchi e colori. Prenoto un ingresso per gli Uffizi per l’indomani mattina…tristemente sola anche domani. Passo proprio in mezzo al mercato del Porcellino (non lo accarezzo aspetto di ritrovarlo con Salvo) e rientro in Hotel. Sono così stanca da non riuscire neanche a sollevare il piede per salire il marciapiede. Non faccio in tempo a stravaccarmi sul letto che rientra Salvo. Devo fare in fretta per consentirgli prima di cena di fare un giro al centro. Così facciamo nuovamente il tour del centro città a passo svelto per cenare alle 20:30 da Enzo e Piero in compagnia di un nuovo amico, Luca Pescatore. Ci riempiamo il pancione, beviamo di gusto e ritorniamo in hotel stanchi e compiaciuti.
E’ il 9 dicembre 2007 ancora una volta la sveglia ci urla che dobbiamo saltare giù dal letto per una nuova giornata. Lascio tempo e spazio a Salvo che deve andare a lezione, io posso fare con calma. Esco alle 9:30, sembra già tardissimo, mi dirigo verso il Duomo sotto una pioggerellina sottile ma costante e stavolta assisto alla messa. Entro al Duomo "solo per assistere alla Messa" (come mi facevanonotare degli omaccioni posizionati all’ingresso laterale della Chiesa, e ne approfitto per unire l’ultile al dilettevole osservandone da seduta l’interno, molto bello. Credo che ho risparmiato nel pagare un biglietto d’ingresso (non so se ci sia ma immagino di si). La messa è purtroppo un poco noiosa, gran parte in latino, dopo 45 min esco e mi avvio per gli Uffizi, ho prenotato l’ingresso per le 11:15 ma nonostante i 3 euro in più di prenotazione (totale 15 euro) riesco ad entrare alle 12:10. Una coda pesante da tollerare, per fortuna che le bellezze del Botticelli, Leonardo, Piero della francesca, Giotto, Caravaggio, ecc hanno contribuito a lenire la sofferenza. E’ un incanto anche il palazzo al suo interno, faccio una telefonatina a Salvo, da una parte del Palazzo dove è possibile ammirare uno scorcio dell?arno molto caratteristico e tutto il Ponte Vecchio, gli dico che mi manca e che non farò in tempo per tornare indietro e pranzare con lui. Esco dal palazzo alle 14:00 attraverso il Ponte Vecchio e mi fermo in una trattoria chiamata "Osteria del Cinghiale Bianco"….Ottima. Mangio di tutto dall’antipasto al dolce (molta robba a base di cinghiale) e prenoto per la sera per tre, io, Salvo e l’amico adottato. Mi alzo dal tavolo satolla, ho in mente solo una cosa…il letto! Inizio a fare strada e, ancora una volta, mi perdo fra le vie fiorentine. Inizo ad entrare nei negozi per un poco di shopping pre-natalizio, poi mi perdo alla ricerca di Armani Store. Dovevo assolutamente trovarlo per acquistare quell’orologio che Salvo aveva visto in vetrina la sera precedente. Chiedevo indicazioni ai passanti che mi guardavano con occhi straniti, poi, quando ormai avevo perso ogni speranza, me lo ritrovo davanti. Faccio il mio acquisto e piano pianino passando davanti a Santa Maria Novella (in restauro) rientro in hotel. Mi metto a mio agio, accendo la Tv e pisolo un pochino, fino a quando Salvo rientra. Mi preparo e usciamo insieme respirando aria natalizia, tentando di trovare qualcosa di carino nei negozi. Scattiamo qualche foto e pian piano ci dirigiamo verso il luogo di cena. Il nostro amico ci farà attendere ma poi sarà piacevole la conversazione, riesce anche a strapparci la promessa di andarlo a trovare, prima o poi, in Albania, luogo dove lui lavora. Rientriamo dopo una piacevole passeggiata per il centro dove abbiamo salutato quei magnifici palazzi dicendo che non è mica un addio ma solo un arrivederci. Entriamo anche allo store Mondadori che rimane aperto fino a tardi a nche se le cassiere sonnecchiano un po’. Contiamo di tornarci a Firenze per visitare il centro insieme e per gustare anche le meraviglie toscane limitrofe. Facciamo i bagagli, prenotiamo il taxi per l’indomani mattina e subito a nanna.
10 dicembre 2007 Sveglia alle 4:30 per arrivare alle 6:20 in aeroporto. Il volo delle 7:20 questa volta non ci riserva sorprese, solo 10 minuti di ritardo, prendiamo la macchina e ci dirigiamo verso la postazione lavorativa di Salvo, io con la sua macchinina rientrerò a casa guidandola, dopo 1 o 2 anni per la prima volta. Si conclude così la nostra prima avventura fiorentina.
Link utili:
http://www.firenzeturismo.it/boxmap/la-mappa-di-firenze.html
www.hotelpalazzovecchio.it
http://www.polomuseale.firenze.it/musei/uffizi
http://www.b-ticket.com/b%2Dticket/uffizi
www.cinghialebianco.it
http://www.firenzeturismo.it/shopping/negozi-e-mercati.html
www.trattoriaenzoepiero.it
