Sulle orme dello studente ferrarese

  Dopo averne parlato circa un migliaio di volte a Natale mi sono vista recapitare sotto l’albero un biglietto all inclusive per un soggiorno a Ferrara dall1 al 5 febbraio.
Era un mio desiderio poter vedere tutti i posti frequentati in questi ultimi 3 anni dallo studente ferrarese più bello ed interessante che abbia mai conosciuto. Appena mi arriva fra le mani la busta con questo "pacchetto vacanza" mi sento dire:"prima di arrivare alla laurea avrei voluto vedere Ferrara da solo con te almeno per una volta".
Ahhhh…in quel preciso istante tutto il mondo intorno è sparito, filari di cuoricini rossi svolazzanti mi hanno avvolta quasi come fossi Cenerentola che ha appena scoperto di diventare la moglie del Principe nonchè sovrana delle perfide sorellastre. ;)

Attendo tutta emozionata il fatidico giorno fino a quando all’alba dell’1 febbraio alle 5:20 viene a prendermi il mio principe col suo lucido cavallo nero rombante. Arriviamo in aeroporto, facciamo ceck-in e seguiamo la tremenda trafila prima dell’imbarco, fino a giurare e sottoscrivere col sangue che non siamo terroristi islamici e che per nessuna ragione al mondo useremo una forcina per capelli per minacciare il nostro vicino di poltrona durante il volo.

A pochi minuti dall’atterraggio il comandante ci comunica che si è accorto che noi siamo a bordo e che non può deluderci, non vorrebbe mai essere lui il primo a rompere quella che ormai sta diventando una tradizione così, cambia rotta e invece che Forlì…atterriamo ad Ancona (causa nebbia, era l’unico aeroporto vicino disponibile). Ma cavolo! Ditelo che volevate facessimo il viaggio direttamente da Catania in monopattino!

Decidiamo di non attendere il pullman che non è lecito sapere quando sarebbe arrivato ed iniziamo la nostra avventura. Saltiamo su di un taxi il cui autista si sente come Marlon Brando in "il selvaggio". La guida è sportiva, veloce e come se non bastasse impegnava una delle due mani per parlare al cell con amici, parenti, ecc. Il mio cavaliere mi ordina di indossare la cintura di sicurezza e dopo qualche preghierina al buon Dio arriviamo alla stazione dei treni di Ancona tutti interi e un po’ shakerati e con 30 euri in meno nel portafogli.

Rifiutiamo di prendre il treno diretto a Ferrara, troppo costoso, trnitalia nonl’avrà vinta da noi, noi non demordiamo, siamo pronti a seguire l’iter "mafioso" emiliano, scenderemo a Bologna per prendere un treno che da Bologna ci porti a Ferrara.
Ci godiamo dal treno la vista del litorale marchigiano, la rocca di Gradara, increduli di quanto ci sia capitato, l’ennesimo imprevisto.

MAngiamo un panino alla stazione di Bologna e prendiamo il treno per Ferrara. Giunti a destinazione saltiamo su di un autobus che ci mette un po’ a partire, mentre Salvo mi raccontava il panorama che si sarebbe a breve aperto davanti a me, il bus fa una "falsa partenza", un piccolo giro di rodaggio per tornare nuovamente alla stazione. Mah! I misteri si susseguono!
Arriviamo alla Pnsione degli artisti, camera 6 primo piano alle 15:30. IL tempo di una visitina al bagno e trovo la mia metà che furtivamente ha indossato il piagiamino e sta per infilarsi sotto le coperte. Io lo seguo a ruota, dormiamo fino alle 18:00 perchè lui ha puntato la sveglia, uff!

Ci prepariamo e facciamo un giretto per il centro. Per la prima volta mi sento un po’ spaesata ed è Salvo a farmi da Cicerone. Il cielo è plumbeo, a tratti uggioso, insomma il sole me lo scordo finchè rimarrò a Ferrara.
Entriamo in cattedrale, è bellissima. Tutto ha un sapore rinascimentale manca solo che i passanti siano vestiti da cavalieri, dame e cortigiane.
Mangiamo al Wood-Pecher dove scopro il pane ferrarese scambiandolo per dei grissini un po’ troppo lievitati :P
Finisce dopo cena la nostra serata anche perchè con quel freddo introno allo zero non è affatto piacevole trattenersi all’aria aperta neanche se si è ben coperti.

    2 febbraio        Ormai è una certezza sono raffreddata! Uff! 

Andiamo a fare colazione poi ci dirigiamo verso l’Università che però è chiusa. Così torniamo indietro, diamo uno sguardo fugace a Casa Romei e rientriamo alla pensione. Si studia un po’ e…a pranzo a casa di Claudio. Nel pomeriggio rientriamo in pensione. Tanto studio, un tè nella nostra casetta ferrarese e poi cena nella Osteria più antica del mondo "al Brindisi". Pietanze tipiche: affettati e un bicchiere di vino potentissimo. Una passeggiatina e dritti dritti a nanna.

3 febbraio

E’ domenica e dopo colazione andiamo a visitare il castello estense. Scattiamo un bel po’ di foto, in piazza c’è il mercatino dell’antiquariato e una banda di alpini si esibisce per le vie del centro.
Entriamo nel castello, è tutto vuoto, niente mobili, solo tetti affrescati magnificamente ma rende perfettamente l’idea di come dovessero essere duri gli inverni e quanto fossero tristi le prigioni. Visitiamo anche una mostra temporanea dedicata a ….. moglie 14enne del duca d’Este di quel tempo. Saliamo anche in una delle torri, 120 gradini, che Salvo non voleva salire neanche sotto tortura ma alla fine i miei occhi pietosi lo anno convinto. Da lassù il panorama meritava davvero la fatica fatta per salire.

Usciti dal castello percorriamo la strada più antica della città, a fondo ciottoloso, che ci porterà dritti dritti al palazzo dei diamanti. Qui non entriamo poichè ci riserviamo di visitare l’interno quando fra un mese si potrà ammirare la mostra itinerante dedicata a Mirò.
Proseguiamo invece per la casa di Ariosto. L’ingresso è gratuito, non è rimasto nulla ma l’abitazione è stata resa accogliente comunque giacchè è stata allestita una mostra di 3 artisti contemporanei.
Visto che le nostre pance ormai brontolano cerchiamo un posto dove pranzare. Dopo aver fatto impazzire una passante che ci chiedeva informazioni su una via che stavamo percorrendo….beh…le abbiamo dato un’indicazione errata ingenuamente però. Salvo le ha detto che quella in cui si trovava non era certo la via Mazzini Ops!
Subito ci siamo infilati al Ciclone, locale in cui i camerieri sono davvero curiosi. Mangio ancora tortellacci di zucca che sono veramente deliziosi e poi rientriamo in pensione.
Per la sera c’è in programma una cena al Sebastian barca- pub ormeggiata nel Darsena. Andiamo a mangiare un apizza con Caterina e Claudio. Ci divertiamo a parlottare e senza rendercene conto si è già fatta l’1:00.

4 febbraio

Il fatidico giorno in cui il mio principe azzurro sostiene il suo ultimo esame prima della laurea. Prendiamo il treno e ci dirigiamo ad Argenta, dopo 30 minuti circa arriviamo in questo paesino dove pare che il tempo si sia fermato. tutto è al suo posto, anchegli abitanti camminano per le vie di fretta tutti compiti. Ci sono tanti negozi che vendono gomitoli di lana e maglioni lavorati a mano. Mi chiedo chi li comprerà visto che si suppone lì tutti trascorrano le giornate a sferruzare (pare non ci sia altro da fare).
Accompagno Salvo e i suoi colleghi alla sala dei giardini, gli compro la colazione e me ne vado in giro per la città. Vado a scovare in via dei cappuccini la sede dell’Università, faccio un giretto, incontro Caterina e Claudio e mi aggrego a loro. Intanto Salvo finisce il compito e mi raggiunge. Alle 13 ripigliamo il treno per Ferrara e tutti insieme a Diego (altro collega) andiamo a mangiare al Dasena City. E’ impressionante la concentrazione di studenti siculi che c’è lì.

Andiamo poi in giro per negozi e Salvo gratifica il suo ego acquistando nel suo shop preferito Zara. Rientriamo nel tardo pomeriggio in pensione. Piove a dirotto, incontriamo Caterina in piazza sotto i portici e ci dirigiamo a casa di Claudio che ha organizzato una festa a sorpresa per lei visto che a breve partirà per la Spagna per l’Erasmus.

Siamo circa una decina, tutti siciliano e per la maggior parte catanesi. Salvuccio sta in bagno ad asciugarsi, è tutto zuppo, poveretto, poi imbraccia la chitarra e allieta la serata a tutti noi. Rientriamo in pensione a piedi sperimentando,c me ogni volta, un tragitto differente, è quasi l’una.

5 febbraio

I bagagli sono già pronti, ci laviamo un po’, ci vestiamo e telefoniamo al taxi. Scambiamo pochissime parole, il sonno ci vuole rapire, specie mentre siamo a dondolare sul treno. Arriviamo a Forlì e stavolta si parte.
Le troppe turbolenze fanno star male Salvo ma per fortuna che come al solito, io, piccola Doraimon, estraggo dalla borsa da Mary Poppins pillole magiche per il mal d’aereo che salvano la situazione. Atterriamo sani e salvi alle 11:00 circa a Catania.
Ho davvero un ricordo sereno e felice di quei giorni in cui ho solo cercato il più possibile di seguire i percorsi del mio studente preferito fatti negli ultimi 3 anni in quel di Ferrara. Purtroppo la mensa, l’Università ed il famigerato Balebu’ste erano chiusi e non ho potuto assaggiare il famoso spritz ma so che ci ritornerò ed il mio viaggio sarà finalmente completo. ;)

Link utili

pub/ristoranti:
www.albrindisi.com
www.sebastianpub.com
www.ferraraonline.it

(tutto per il turista)

Da visitare:
http://ferrara.comune.fe.it/ tutto su Ferrara (anche la mappa scaricabile)

www.castelloestense.it/
http://www.palazzodiamanti.it (elenco opere e mostre itineranti)

www.unife.it

Dove dormire:
Pensione degli artisti, Via Vittoria n°66 - tel. 0532 - 761038

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