Un giorno a Parma
Approdiamo il 29 Marzo 2008 a Parma dopo aver trascorso gli ultimi giorni di full immersion culturali a Ferrara e Argenta.
Dopo 3 lunghi, lunghissimi anni, parto in compagnia del Signor Salvuccio e mi ritrovo con il Dottor Signor Salvuccio 110 e Lode
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(Avrebbe dovuto scrivere lui queste righe ma deve ancora riprendersi dallo shock).
E’ stato un bell’effetto assistere a tutte quelle presentazioni di lavori universitari ma soprattutto vedere la commissione esaminatrice in piedi a proclamare il MIO (miiissimo) zito … Dottore con 110 e Lode. Un’emozione fortissima, i suoi sforzi sono stati premiati, mai frase fu più azzeccata. Ci ho sempre creduto ma lui aveva bisogno di anzianotti togati impettiti che glielo dicessero. Ma questa è un’altra storia!
Dopo questa overdose di emozioni intense siamo andati a Parma. Ci siamo sistemati in un alberghetto vicinissimo alla stazione, molto pulito e confortevole, l’hotel Astoria. Da lì ci spostiamo, attraversiamo il mercato del sabato mattina, passiamo dalla Pilotta e ci dirigiamo alla trattoria "I Corrieri".
Mangiamo piatti tipici del posto, affettati misti davvero gustosi con torta fritta, dei secondi piatti e dei dolci. Torta sbrisolona e alle pere e cioccolato. Ah…che bontà!!!!
Usciti satolli dal ristorante andiamo al ponte di mezzo, ci divertiamo a guardare delle mega pantegane che fanno scappare le anatre, poi al parco ducale dove ci rilassiamo sdraiati su una panchina al fresco. Ci ricorda molto i parchi parigini, tanta quiete, sole, gente che passeggia spensierata, il tempo trascorre lento, davvero una giornata estiva.
Una volta recuperate le forze torniamo in Pilotta, ci dirigiamo verso il Duomo. Gironzoliamo dentro e fuori, tutto intorno al battistero, poi scopriamo che è iniziata una cerimonia per festeggiare l’ultima giornata "di lavoro" del Vescovo di Parma. Scattiamo un po’ di foto e, dopo un giretto in Via Farini e Via Mazzini rientriamo in hotel. Ci rilassiamo, abbiamo i piedi giganti, stanchi. Ci buttiamo davanti alla TV fino a che, dopo qualche oretta, ci sistemiamo, ci mettiamo un poco in tiro e…usciamo. Andiamo al "the kitchen". Un locale popolato da giovanotti festanti. Il posto è poco luminoso, con musica assordante, il menù è un po’ povero ma quello che ci propinano tutto sommato è discreto. Ceniamo e poi rientriamo, ancora a piedi dalla stazione al centro e viceversa.
Una gita breve ma intensa che ci ha consentito di visitare il centro di questa città e di mettere un altro bollino blu sul nostro mappamondo.
La mattina seguente sveglia presto colazione e via verso l’aeroporto di Parma (quello ancora ci mancava).
